La mia pratica artistica si incentra sulla cura e l'amore per gli affetti famigliari,
sui fili invisibili che costituiscono la trama della mia quotidianità.
Le mie opere intendono restituire valore all'ordinario, trasformandolo in luogo poetico e
riflessivo e nascono da oggetti e rituali domestici, elementi che custodiscono memorie ed
emozioni personali e collettive, fragili e potenti al tempo stesso.
Il fare lento e ripetitivo della mia pittura e della mia pratica mi permette di
instaurare una connessione intima con ciò che realizzo, specchio della dedizione e pazienza
di cui l'oggetto stesso è testimone.
Una costellazione di frasi quotidiane – “Hai mangiato?”, “Se vuoi chiamami”, “Hai bisogno di soldi?” – che diventano pittura e racconto visivo di relazioni affettive, attenzioni e preoccupazioni.
Ritratti femminili coperti, cancellati e poi riaperti dalla pittura, in una continua ricerca della vera essenza delle donne rappresentate.
Opere in cui l’immagine a olio è velata da campiture piatte e fluorescenti, interrotte da fori che lasciano affiorare frammenti del dipinto originario.
Disegni realizzati durante la residenza all’Isola del Giglio, che raccontano assemblee, attese, protezioni e fragilità all’interno di una comunità temporanea.
Le opere di Cinzia Brena sono state presentate in numerose mostre collettive e progetti di ricerca artistica. Tra queste, le edizioni di Clorofilla all’Accademia di Belle Arti G. Carrara, il Festival Tono del Politecnico delle Arti di Bergamo, la mostra internazionale I Dauni a Vieste e la residenza Giglio Summer School.
Se sei un curatore, una galleria, un’istituzione o un collezionista interessato al lavoro dell’artista, puoi approfondire le serie nella pagina Portfolio oppure scaricare immagini e materiali attraverso una richiesta diretta.